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Un grande Dono a piccoli passi... con don Franco Brovelli PDF
Dal 1 di novembre 2008 don Franco è nostro vicino di casa, condividiamo quanto ci dona nelle sue omelie.

“GESÙ: IL SIGNORE SALVA”

“Gli fu messo nome Gesù”, ci ha detto questo il brano di Luca (2, 18-21) poco fa e lo sappiamo cosa significhi, dentro una famiglia dove nasce un piccolo, la scelta del nome e poi il dirlo agli altri il nome del proprio figlio, della propria figlia: è uno dei momenti più belli, più intensi, perché poi il nome dice qualcosa di irripetibile, di nuovo, dice un augurio venturo. Ecco, quello dato al bimbo che nasce da Maria e da Giuseppe è “Gesù”, significa nel linguaggio ebraico “il Signore salva”. Vuol dire quindi che la promessa antica stava trovando compimento, il Signore salva; e questa parola come è bello sentirla come dono augurale di un anno che incomincia, quasi un invito a renderlo il più possibile famigliare il Nome di Gesù, l’invocare il Nome di Gesù, una preghiera semplice che è alla portata di tutti, ma che dice un senso profondo di gratitudine di chi si apre ad accogliere un dono davvero smisurato come bellezza e come profondità: il Signore salva.
Mi piace leggere in questo senso quel brano altrettanto bello di Paolo dalla lettera ai Filippesi (2, 5-11), cioè quasi una spiegazione che Paolo dà del Nome di Gesù. Perché salva? Perché Egli pur essendo nella condizione di Dio non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Ecco, ce lo spiega così la tradizione spirituale della Chiesa delle origini il Nome di Gesù: svuotò se stesso assumendo la condizione di servo e diventando simile agli uomini, per questo ci salva! In questo modo il Nome di Gesù diventa immensamente più bello, non è solamente l’espressione di una devozione che ci è cara, certo lo rimane, ma qualcosa che evoca questo progetto di svuotamento di sé, di condivisione della nostra condizione povera, del suo diventare simile a tutti gli uomini, e questo ci dice molto di più della bellezza del Nome di Gesù. Allora anche quello che Paolo mette proprio in avvio del suo testo “abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”, assume il tono di un augurio, di una consegna per un cammino che si inizia: avere in noi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Lo scegliere di essere solidali, accanto, persone attente, che si fanno carico, che hanno una premura vera per gli altri, che hanno a cuore i poveri: gli stessi sentimenti di Cristo Gesù! Dopo la meditazione che già abbiamo fatto ieri sera, questi due nuovi testi dell’Evangelo e di Paolo, proseguono questo sguardo che è contento e riconosce la bellezza del dono di Dio.
Mi pare comunque bello infine sentirci all’interno di un popolo grande, in cammino, in cammino nella storia, in questo nuovo passaggio di storia per un anno che si dischiude, proprio con queste ore, e il Papa ci direbbe, sentendoci nel cuore la vocazione a divenire “operatori di pace”. Lo sappiamo da tempo, il primo gennaio è giornata mondiale della pace, della preghiera per la pace e man mano che il tempo scorre implacabile, sentiamo che questo è uno dei compiti più urgenti e drammatici della storia di oggi. Anche gli avvenimenti di questi giorni, di queste settimane, ce lo stanno a ricordare e, a volte, tragicamente. Ora, nel messaggio scritto proprio per oggi, per le Chiese tutte del mondo, per il mondo, Papa Benedetto richiama al rapporto strettissimo tra “sviluppo dei poveri e la concordia delle nazioni”. C’è uno sviluppo che potrebbe uccidere i poveri e c’è uno sviluppo che potrebbe favorire la concordia delle nazione. Il testo del Papa lo sviluppa ampiamente. Stamattina a me sembra evocarlo semplicemente questo tema perché diventi preghiera già in questa Eucaristia, con quella espressione incisiva che ad un certo punto lui ci consegna nel testo, quando parla di un amore preferenziale per i poveri, perché in loro la Chiesa vede Cristo. Ora questo è un modo diverso di entrare nel tempo, di camminare nel tempo, di attraversare stagioni e anni, sentendoci portatori di una chiamata e di una consegna ad essere “operatori di Pace”. Ecco, la Parola del Signore ci dischiude davvero uno scenario grande per rendere grazie, per imparare anche a sognare qualcosa del nostro cammino, per augurare al mondo, alla Chiesa, la capacità di fare dono di grazie come queste. E Tu, che sei il Signore che salva e che ti chiami Gesù, accompagna i nostri passi.
don Franco Brovelli, nel giorno della Circoncisione di Nostro Signore, 1 gen. 09


 
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“Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo.” (Galati 6:2)

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