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Effetto Shangai, effetto gallina? PDF
di C. Dobner


Leggevo perché è respiro della persona, aprirsi a nuove sollecitazioni, alla verità che urge di essere conosciuta.
Un gruppo di amici amanti della montagna, dopo un’ardua giornata di fatiche, si ritrova a sera nel tepore del rifugio dinanzi ad un caminetto scoppiettante. È il momento delle confidenze, del conoscersi. Mettiamo in circolo un gioco, perché siamo ilari e distesi, anche se con i muscoli rotti. Italo Alighiero Chiusano fu grande scrittore e persona di raffinato sentire; una volta mi spiegò «l’effetto gallina». Lo conoscete? Sarà sempre meglio delinearlo: facciamo cadere una parola e ciascuno registra l’effetto prodotto, poi lo dona agli altri.
Parola? Gallina. Esiti? La gallina dalle uova d’oro; il cervello di gallina; le zampe di gallina; una gallina domani o l’uovo oggi?; Passata è la tempesta:/Odo augelli far festa, e la gallina,/tornata in su la via,/che ripete il suo verso; vuole latte di gallina….
Lo spettro scorre da Leopardi alla preoccupazione estetica, dall’uso dell’intelligenza all’economia domestica… manifesta però noi stessi, la nostra reazione alla reazione altrui. Vale a dire la centratura su se stessi.
E se la parola fosse Shangai?
Usciamo dal gioco ed entriamo nel vivo: È molto più valido leggere Bagnasco con Bagnasco, che poi significa leggere lo scritto di una persona che annuncia il Vangelo con il Vangelo stesso ed ha il coraggio di entrare nelle pieghe dell’animo e dell’anima umana.
Nulla di più delicato e personale, anche se al giorno d’oggi viene deturpato dal ciarpame di “fare sesso” o di “essere sessualmente attivi”, dell’amore fra coniugi: un mistero segreto conosciuto solo da chi lo vive. Dono continuo, inesausto, che guarda al bene dell’altro e cresce a dismisura, proprio nella misura in cui ci si dimentica di sé e si guarda all’altro.
Noi persone umane, uomini e donne, lo abbiamo ricevuto in dono ma racchiuso dentro la nostra fragilità, nel nostro vaso di coccio che, talvolta può subire scossoni o addirittura infrangersi.
L’aspetto più duro di ogni rapporto con se stessi e con gli altri è proprio il perdono che, a parole, sembra talvolta scontato e nei fatti si rivela una parete inattaccabile.
Quando l’offesa tocca tutta la persona e la donazione, come nella donazione matrimoniale, forse si è toccato il nervo che fa saltare tutto. Negarlo sarebbe assurdo perché è dimostrabile dalla sofferenza che genera, dalla disillusione che incombe, dal baratro che si spalanca sotto i piedi.
L’amore però, quello autentico che comporta anche la passione resa trasparente nella tenerezza, è ancorato nel Misericordioso, in quel Dio che vive con i coniugi ed insieme con i coniugi la loro avventura creativa.
Il Misericordioso è il Dio che ha gli uteri, come indica chiaramente il Nome che Egli stesso ci ha consegnato nella rivelazione al popolo ebraico. L’utero accoglie la creatura, la genera, la immette nella storia, ma la soccorre sempre e la rigenera. Sempre significa sempre. Perché agli occhi del Misericorde una colpa riconosciuta scompare, non lascia traccia nella Sua memoria. È la nostra che deve essere guarita, la ferita deve chiudersi, lasciare il posto ad una cicatrice che non disturba perché Egli guarisce e sa guarire tutto.
Allora dinanzi al tradimento come reagire? Con dolore e sdegno? Certo, ma anche con l’immersione nel Misericorde, con la certezza che da lui viene ogni dono e se il dono è stato deturpato, il dono stesso può diventare dono provato, messo alle strette ma rinato con la pelle nuova ed integra.
È mistero di amore e mistero di fede che, come insegna Edith Stein significa mettere la propria mano in quella di Dio che Egli stesso ci tende. E così uniti procedere nella storia del quotidiano.
Se l’amore non sa guardare all’Amore e, nonostante tutto, incominciare nuovamente, Shangai ha vinto ma l’umanità intera ha perso. Dove stiamo andando? Ritorniamo al nostro caminetto montano e ripensiamoci.
La Chiesa, e in lei e con lei Bagnasco, non recupera relitti e vende transatlantici rabberciati, indica il Volto di Dio che ci accoglie sempre e ci rigenera. Unica via di salvezza. Non salva il salvabile o il non salvabile, dona la salvezza dell’animo ferito che conosce la potenza guaritrice del perdono.
Nell’alchimia umana: perdono sta a Shangai, nell’alchimia evangelica: perdono sta a Misericorde. Ci si gioca l’esistenza terrena e la vita futura nello Spirito. Se non ci perdoniamo e perdoniamo, perdiamo l’una e l’altra, … cervelli di gallina residenti a Shangai? Senza offesa per entrambe. Perdono!

16 dicembre 2008
 
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