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Icona in pellegrinaggio PDF
L’icona della Madre di Dio di Korsun, scritta nel nostro Monastero, sta compiendo, dal mese di maggio 2008, un cammino nelle case delle famiglie delle parrocchie di Cassano Magnago (Va) irradiando la sua luce di salvezza e di amore in ogni persona perché possa muovere sul cammino della vita tutti i passi che portano all’amore di Dio e di tutti i fratelli.




La testimonianza di chi l'ha accolta si fa preghiera:

Prendici per mano, Maria, Madre di Dio e Madre nostra

"Oggi è a casa nostra! Ce l’hanno portata pochi giorni fa e resterà da noi una settimana. Poi ripartirà per fermarsi un’altra settimana in un’altra casa. E così per un anno intero, nelle case della nostra città. Nelle case dove c’è una famiglia che ha voluto lasciarsi visitare dalla Madre di Gesù, che l’Icona della Madre di Dio di Korsun’, scritta nel monastero "S. Maria del Monte Carmelo" di Concenedo (LC), “incarna” significativamente e profondamente.

Le parole e i pensieri sorgono e si fissano lentamente nelle righe del foglio. L’Icona è immagine dell’invisibile, titola la presentazione che l’accompagna, e quegli sguardi dell’invisibile, vivi nell’Icona, sostengono la nostra contemplazione, e il nostro cuore si rallegra perché sono loro a ispirare i sentimenti e i pensieri che la penna scrive. E’ la gioia di aprirsi al dialogo con l’invisibile!

«Prendici per mano, Maria, Madre di Dio e Madre nostra, accompagnaci lungo le vie tracciate dal Vangelo»: sono le parole con cui inizia la preghiera di Affidamento a Maria che, con salmi, letture e Magnificat, compone ognuno dei sette giorni di preghiera proposti dalla “Peregrinatio Mariana” con l’Icona. E sono anche le parole che più di altre ci sembrano riassumere questa esperienza spirituale che don Gabriele ha voluto offrirci all’inizio dello scorso mese di maggio. Le famiglie dei gruppi familiari e altre delle tre parrocchie cassanesi, hanno messo il loro nome sul calendario della Peregrinatio segnando così il cammino dell’Icona. Il giorno stabilito la famiglia che precede viene in visita e porta l’Icona, si prega insieme, ci si conosce e si parla in allegria. Poi sono i giorni della preghiera in famiglia: si invitano i parenti, gli amici, il gruppo, e l’icona rende speciali queste occasioni di preghiera e di incontro. Infine, a nostra volta, portiamo l’Icona a un’altra famiglia, si prega insieme e si parla, e la gioia si moltiplica. Ecco che si compie così l’affidamento a Maria: lei ci prende per mano, ci accompagna e ci tiene uniti!

Dalla “tavola di legno colorato” quegli sguardi intensi continuano a raggiungere i nostri cuori e le menti. Incrociano i nostri sguardi, devoti, che leggono nei segni, nel colore e nei gesti, la Parola che guida i nostri passi. Con la riflessione, con la fede, Gesù e Maria ci appaiono realmente il centro e il senso del vivere umano e nei loro volti vediamo riassunte tutte le genti!
Un particolare si “svela” e si offre ai nostri pensieri: la luce. Quella che ci giunge da quegli sguardi si manifesta nel segno del suo colore: il bianco. Bianco è il colore della luce e in quest’Icona, il bianco, l’unico, è la luce che irradia dalle pupille di quegli occhi santi: scaturisce dall’invisibile e sfiora l’iride per spandersi sui volti.
«Dio da Dio, Luce da Luce» diciamo nel Credo, e noi crediamo che quella è la luce del «Dio vero da Dio vero». E la venuta di Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Veniva la luce vera…”(1,9), sembra scritta anche nell’Icona. Il “Sì” di Maria di Nazaret, che ha generato la luce divina sulla terra, nelle figure dell’Icona sembra aprirsi alla nostra comprensione: la luce dello sguardo di Gesù, che in modo indefinito si rivolge lontano, all’intorno, come a comprendere ogni vivente, giunge alla madre e a noi. E in lei, nei suoi grandi occhi rivolti a chi la contempla, la luce si rinnova, veicolo di grazie per gli uomini. E’ lei la “fibra ottica” che trasmette ai nostri sensi il chiarore divino, è lei l’Immagine di Tenerezza che svela la pienezza dell’amore.
Ma non c’è solo luce in quei volti, ci sono anche tratti scuri, ombre forse, che la luce non riesce a vincere. In particolare, sotto agli occhi, così vicini alla fonte di luce, i segni bruni sono come quelli che nei volti umani segnano le fatiche, le sofferenze, il dolore. Sì, negli occhi della Madre di Dio di Korsun’ e del suo Bambino ci sono le tracce che anticipano il dolore che sarà nella vicenda terrena di Maria e Gesù di Nazaret! Quel “buio” che resiste alla luce ricorda quello che un giorno si fece su tutta la terra, quando il sole si eclissò verso mezzogiorno e fino alle tre del pomeriggio.
La luce dell’amore e il buio del dolore sono entrambi segni della verità che viene dall’invisibile e la pagina di quest’Icona ce li mostra come inseparabili nelle vicende della vita umana.
Ecco, la Madre di Dio di Korsun’ ci ha parlato: ci ha detto che le difficoltà non mancheranno “fuori”, “intorno”, ma se guardando a lei coglieremo la sua luce, allora “dentro” di noi vincerà la luce e l’amore crescerà.

Grazie a don Gabriele e grazie alle monache.
Prendici per mano, Maria, Madre di Dio e Madre nostra, e fa che, contemplandoti, sappiamo accogliere le gioie e le fatiche, i momenti belli e quelli duri, la luce e il buio, andando incontro al tuo figlio Gesù.

Mariangela e Gianluigi
 
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