riga
Scarica il Flash Player per visualizzare il filmato!!
Home arrow Eventi arrow Camm. di Quaresima '09
Cammino di Quaresima 2009 PDF

 

Inoltrarsi nel cammino dei quaranta giorni significa avere fisso lo sguardo sul mistero del Risorto che risplende, ma anche interrogarsi sulla propria trasparenza ed adesione al Vangelo.


La Parola ogni Giorno

SE UNO E' IN CRISTO, E' UNA CREATURA NUOVA

Il dono della salvezza e la cura dell'oggi

 

 

 

 


 

PRIMA SETTIMANA:



"COSTRUIRE SULLA ROCCIA CHE È CRISTO"


… la Parola di Dio è il fondamento di tutto, è la vera realtà. E per essere realisti, dobbiamo proprio contare su questa realtà. Dobbiamo cambiare la nostra idea che la materia, le cose solide, da toccare, sarebbero la realtà più solida, più sicura. Alla fine del Sermone della Montagna il Signore ci parla delle due possibilità di costruire la casa della propria vita: sulla sabbia e sulla roccia. Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. BENEDETTO XVI nell’apertura del Sinodo dei Vescovi sulla Parola

IMPEGNO: Essere amico di Dio e rispondere ad ogni suggestione del Satana con la sola forza della Parola, come ha fatto Gesù stesso

1_FameDellaParola

SECONDA SETTIMANA


IL REALISMO DELLA PAROLA


Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: i soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. Chi costruisce la sua vita su queste realtà, sulla materia, sul successo, su tutto quello che appare, costruisce sulla sabbia. Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà, è stabile come il cielo e più che il cielo, è la realtà ultima. Quindi dobbiamo cambiare il nostro concetto di realismo. Realista è chi riconosce nella Parola di Dio, in questa realtà apparentemente così debole, il fondamento di tutto. Realista è chi costruisce la sua vita su questo fondamento che rimane in permanenza. (BENEDETTO XVI nell’apertura del Sinodo dei Vescovi sulla Parola)

IMPEGNO: Vivere con Gesù una comunione intensa con il Padre e ascoltare senza pregiudizi, aperti alla suggestione dello Spirito, dimentichi di se, in donazione oblativa, espropriata.

TERZA SETTIMANA


NELL’UNIVERSALITÁ DELLA PAROLA


Solo Dio è infinito. E perciò anche la sua Parola è universale e non conosce confine. Entrando quindi nella Parola di Dio, entriamo realmente nell’universo divino. Usciamo dalla limitatezza delle nostre esperienze e entriamo nella realtà che, è veramente universale. Entrando nella comunione con la Parola di Dio, entriamo nella comunione della Chiesa che vive la Parola di Dio. Non entriamo in un piccolo gruppo, nella regola di un piccolo gruppo, ma usciamo dai nostri limiti. Usciamo verso il largo, nella vera larghezza dell’unica verità, la grande verità di Dio. Siamo realmente nell’universale. E così usciamo nella comunione di tutti i fratelli e le sorelle, di tutta l’umanità, perché nel cuore nostro si nasconde il desiderio della Parola di Dio che è una. (BENEDETTO XVI nell’apertura del Sinodo dei Vescovi sulla Parola)

IMPEGNO: Diventare amico di Dio e nel sacrificio vicario di Gesù innestare tutti i sacrifici quotidiani e renderli universali sulla roccia del mio altare quotidiano per dare gloria a Dio.

QUARTA SETTIMANA


NELLA PAROLA FATTA CARNE

Perciò anche l’evangelizzazione, l’annuncio del Vangelo, la missione non sono una specie di colonialismo ecclesiale, con cui vogliamo inserire altri nel nostro gruppo. È uscire dai limiti delle singole culture nella universalità che collega tutti, unisce tutti, ci fa tutti fratelli. Preghiamo di nuovo affinché il Signore ci aiuti a entrare realmente nella “larghezza” della sua Parola e così aprirci all’orizzonte universale dell’umanità, quello che ci unisce con tutte le diversità. …. Nel cammino della Parola, entrando nel mistero della sua incarnazione, del suo essere con noi, vogliamo appropriarci del suo essere, vogliamo espropriarci della nostra esistenza, dandoci a Lui che si è dato a noi. (BENEDETTO XVI nell’apertura del Sinodo dei Vescovi sulla Parola)

IMPEGNO: Far diventare realtà effettiva di ogni giorno osservare la Sua Parola, ascoltare, accettare, amare e condurre una vita in cui Dio sia al centro di ogni desiderio, l’Unico del proprio esistere.

QUINTA SETTIMANA



NELL’OBBEDIENZA ALLA PAROLA


Dal messaggio di Benedetto XVI alla conclusione del Sinodo 2008 sulla Parola traiamo alcune considerazioni che si adattano anche alla conclusione di questo nostro cammino quaresimale:
…il camminare insieme sotto la guida della Parola di Dio continua.
… È stata anche una scuola dell'ascolto. Abbiamo ascoltato gli uni gli altri. È stato un ascolto reciproco. E proprio ascoltandoci gli uni gli altri abbiamo imparato meglio ad ascoltare la Parola di Dio. Abbiamo fatto esperienza di come sia vera la parola di san Gregorio Magno: la Scrittura cresce con chi la legge. Solo alla luce delle diverse realtà della nostra vita, solo nel confronto con la realtà di ogni giorno, si scoprono le potenzialità, le ricchezze nascoste della Parola di Dio. Vediamo che nel confronto con la realtà si apre in modo nuovo anche il senso della Parola che ci è donata nelle Sacre Scritture. Così siamo realmente arricchiti. Abbiamo visto che nessuna meditazione, nessuna riflessione scientifica può da sé tirare fuori da questa Parola di Dio tutti i tesori, tutte le potenzialità che si scoprono solo nella storia di ogni vita.
Nell'ascoltare l'altro, ascoltiamo meglio anche il Signore stesso. E in questo dialogo dell'ascoltare impariamo poi la realtà più profonda, l'obbedienza alla Parola di Dio, la conformazione del nostro pensiero, della nostra volontà al pensiero e alla volontà di Dio. Un'obbedienza che non è attacco alla libertà ma sviluppa tutte le possibilità della nostra libertà.

IMPEGNO
: Con la propria fede testimoniale dire a tutti che pur, vivendo come Lazzaro, si vive per l’amicizia con Dio; destinati alla morte per condizione di persona limitata e peccatrice, attendersi la vera vita nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.

SETTIMANA SANTA


NELLA PIENEZZA DELL’AMORE

La pienezza della Legge, come di tutte le Scritture divine, è l'amore. Chi dunque crede di aver compreso le Scritture, o almeno una qualsiasi parte di esse, senza impegnarsi a costruire, mediante la loro intelligenza, il duplice amore di Dio e del prossimo, dimostra in realtà di essere ancora lontano dall’averne colto il senso profondo.
… il luogo privilegiato in cui risuona la Parola di Dio, che edifica la Chiesa, come è stato detto tante volte nel Sinodo, è senza dubbio la liturgia. In essa appare che la Bibbia è il libro di un popolo e per un popolo; un'eredità, un testamento consegnato a lettori, perché attualizzino nella loro vita la storia di salvezza testimoniata nello scritto. Vi è pertanto un rapporto di reciproca vitale appartenenza tra popolo e Libro: la Bibbia rimane un Libro vivo con il popolo, suo soggetto, che lo legge; il popolo non sussiste senza il Libro, perché in esso trova la sua ragion d'essere, la sua vocazione, la sua identità. (Benedetto XVI alla conclusione del Sinodo sulla Parola)

TRIDUO PASQUALE

Al centro della Pasqua nuova di Gesù sta la Croce

Nell’oscurità impenetrabile della morte Egli è entrato come luce – la notte divenne luminosa come il giorno, e le tenebre divennero luce. Perciò la Chiesa giustamente può considerare la parola di ringraziamento e di fiducia come parola del Risorto rivolta al Padre: “Sì, ho fatto il viaggio fin nelle profondità estreme della terra, nell’abisso della morte e ho portato la luce; e ora sono risorto e sono per sempre afferrato dalle tue mani”. Ma questa parola del Risorto al Padre è diventata anche una parola che il Signore rivolge a noi: “Sono risorto e ora sono sempre con te”, dice a ciascuno di noi. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce. (Benedetto XVI)

PASQUA DI RISURREZIONE


FATEVI ANNUNCIATORI DEL RISORTO

È questo il giubilo della Veglia Pasquale: noi siamo liberi. Mediante la risurrezione di Gesù l’amore si è rivelato più forte della morte, più forte del male. L’amore Lo ha fatto discendere ed è al contempo la forza nella quale Egli ascende. La forza per mezzo della quale ci porta con sé. Uniti col suo amore, portati sulle ali dell’amore, come persone che amano scendiamo insieme con Lui nelle tenebre del mondo, sapendo che proprio così saliamo anche con Lui.
Sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano. La liturgia vi vede la prima parola del Figlio rivolta al Padre dopo la risurrezione, dopo il ritorno dalla notte della morte nel mondo dei viventi. La mano del Padre lo ha sorretto anche in questa notte, e così Egli ha potuto rialzarsi, risorgere. (Benedetto XVI)

 
< Prec.   Pros. >

Chi e' online

Davar

“Ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani, cioè Cristo in voi, speranza della gloria. E' lui infatti che noi annunziamo, ammonendo e istruendo ogni uomo con ogni sapienza, per rendere ciascuno perfetto in Cristo.” (Colossesi 1:27-28)

Powered by BibleGateway.com