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Le due ali. Insieme nella diversità... per volare alto. PDF

di C. Dobner, relatrice al congresso "Donna e uomo"

Un foglio di carta invita a tentare l'avventura della creazione di un origami, fragile messaggio di comunicazione riflettente però il rapporto con il vissuto presente e futuro. Esiste la regola da seguire ma anche la fantasia creativa gioca la sua parte.
Il foglio di carta, nel caso dell'evento degli ultimi giorni, portava impressi i colori dell'arcobaleno, un'iridescenza di lingue, di volti, di fogge: dal sari indiano all'elegante tailleur blu austriaco, dalla corona di fiori sgargianti alle fitte treccine fluenti africane. La regola indicata si concentrava nel titolo del congresso internazionale "Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza" tenutosi nei giorni scorsi a Roma per iniziativa del Pontificio Consiglio per i laici a venti anni dalla "Mulieris dignitatem". Tante le pieghe, tanti gli abbozzi e ancora più numerosi i desideri di pieghe future. È inutile sottolineare l'urgenza e la gravità storica attuale di una simile tematica che fa parte integrante del nostro vivere quotidiano. Più importante è tentare di cogliere, nelle relazioni, nei giri di orizzonti e nei commenti a tavola (vi è chi ha ricordato i discorsi a tavola di Lutero appunto!), le movenze inedite specifiche di queste pieghe che si susseguono.
La massiccia presenza di donne, con alcuni "coraggiosi" uomini, indica non un trend ma un presupposto: la donna che vuole pensare da se stessa, partendo dalla sua specifica identità. Tuttavia, non chiudendosi in una sorta di monade autoreferenziale ma in apertura di confronto, di reciprocità, così come una lettura critica e attenta dei passi della Genesi suggerisce e indica. Tutte le voci e le lingue sono state sfaccettature diverse indubbiamente, ma in movimento consono.
La qualità e il peso della riflessione era pre-garantito dalla scelta dei relatori, i loro rispettivi curricula la dicono lunga in quanto a preparazione scientifica rigorosa, competenza e capacità di comunicazione. Teologia, filosofia, antropologia della creazione, etica: piega dopo piega, hanno dato il loro apporto con il basso continuo della riflessione e della parola di Giovanni Paolo II che, con la "Mulieris Dignitatem", non solo ha dato l'impulso alla riflessione non ridotta a commemorazione o semplice laudatio, ma sospinta a far riprendere coscienza piena della propria identità femminile. La rivoluzione epistemologica oggi già attuata ha fatto esplodere la problematica del linguaggio (evoluto, involuto o inedito?), si è toccato con mano come l'allontanarsi da Dio abbia privato la persona umana non solo di un riferimento che plasma i valori ma, e soprattutto, della relazione che le è vitale e le impedisce di naufragare nell'autoreferenzialismo.
Tutte le relazioni e i singoli interventi hanno ruotato intorno alla unità duale uomo e donna, una dualità armoniosa immessa nella storia dal Creatore e affidata a quella che Paola Bignardi ha definito "una Chiesa materna". Una marcatura biologica, ma non solo, un'autentica incarnazione nel proprio corpo che fa scoprire la teologia del corpo e si pone in confronto, serio e senza pregiudizi, con quella che si sta delineando come l'ideologia del gender. Mentre - lo si è sottolineato proprio da una voce statunitense - può presentare un altro volto, proprio perché diversa ne è l'accezione e la meta.
Femminismo e maschilismo in aperta battaglia? Nulla di più errato, anche perché nel convegno non c'è stato spazio per "-ismi" di nessun colore e di nessuna provenienza.
L'origami sta prendendo la sua forma e la piega gli è stata impressa da due voci che però sono una, nel pieno rispetto, gioioso e armonioso, di una coppia di docenti di antropologia, esperti di personalismo cristiano, nonché marito e moglie felici e usiamo pure un termine abusato, "realizzati": Paola Giulia Di Nicola ed Attilio Danese.
Non si sono serviti di un espediente o di un giochetto: uno a te e uno a me... hanno proceduto su di un tandem non lineare in verticale, primo l'uno e poi l'altro, ma in un tandem frontale, parallelo, con movimenti resi consoni dal rispetto e dalla reciproca accettazione. La personalità antropologica (con tutte le caratteristiche e posture umane proprie) si è delineata passando alla tomografia ora l'uomo ora la donna. Non in rimbalzo oppositivo ma nell'accoglienza, oserei dire naturale, degli accenti specifici che delineano la due creature, uomo e donna, donate alla storia e alla storia della libertà dal Creatore. Benedetto XVI è stato rigoroso richiamando "il disegno di Dio che ha creato l'essere umano maschio e femmina, con un'unità e allo stesso con una differenza originaria e complementare". I due coniugi questo disegno lo hanno fatto proprio nella loro vita di coppia, di famiglia e di studiosi.
L'antropologia di Giovanni Paolo II che guida l'uomo al Dio Amore si va coordinando con il tempo storico e la sua cultura: tutto è ancora l'inizio, un inizio che entusiasma e sospinge. Potrebbe l'origami assumere la forma di una colomba che sia lo Spirito Santo dalle due ali: uomo e donna?

13/02/2008

 
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