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Donna che stupisce. Verso il 5° centenario della nascita PDF
C. Dobner da Avila

TERESA D'AVILA

Si è tenuto ad Avila, dal 23 al 31 agosto, il congresso internazionale "Il libro della Vita" promosso da Cites (Centro internazionale Teresiano-Sanjuanista dei carmelitani scalzi) e Università della mistica dell'Ordine dei carmelitani scalzi. È iniziata con questo evento la preparazione al V Centenario della nascita di santa Teresa d'Avila (1515-1582). Per l'occasione il manoscritto de "Il libro della Vita" ha lasciato il museo dell'Escorial, dove fu portato per volere esplicito del re di Spagna Filippo II, ed è stato esibito nella grande sala del Cites come se "Teresa stessa nella sua eredità scrittoria accogliesse i congressisti". I carmelitani scalzi nel mondo (572 case) sono oltre 4 mila di cui circa 2.700 sacerdoti, le carmelitane scalze (clausura), presenti in 88 Paesi (868 monasteri) sono 11.700. (Info anche sul congresso ad Avila: www.carmelitaniscalzi.com).


La grande tornata teresiana è giunta alla conclusione: il manoscritto di Teresa - vergato sulle ginocchia, nella povera cella di san Giuseppe di Avila, con la morsa dell'Inquisizione sempre in agguato, pronta nella persona dei suoi adepti a stanare ogni possibile traccia di eresia - si è dimostrato non reliquia polverosa o relitto che ha lasciato il museo dell'Escorial per esibire la sua veneranda età, ma pagina viva, fonte gorgogliante di acqua viva, che tanto attraeva Teresa stessa.
I congressisti non hanno disquisito o si sono dedicati a bizantinismi eruditi, ben al contrario si sono scoperti, prima contagiati dall'esperienza di Dio, donata ad una donna del XVI secolo, e poi, a loro volta, hanno contagiato e contageranno al ritorno nei loro Paesi e nelle loro città.
Teresa, prima donna proclamata dottore della Chiesa, a qualcuno potrebbe parere donna marginale e se, degna del museo, ancor più degna di essere lasciata stare a giacere, muta testimone di glorie passate, nella sua bacheca silenziosa.
Stupisce quindi tutto l'interesse sorto intorno alla sua testimonianza e alla sua dottrina: dalla prolusione del vicario generale, Emilio Martinez, alle diverse conferenze susseguitesi, sono emersi alcuni elementi che fanno riconoscere Teresa donna viva che, ancor oggi, in una società così distante dalla sua e con parametri sociologici e umani che vanno fagocitando ed espellendo quelli evangelici, indica una strada per poter ascoltare e gustare la presenza di Dio e saper leggere quanto il suo Spirito opera nel più profondo interiore di ciascuno: Teresa, maestra di vita interiore, ma anche esempio di teologia narrativa; Teresa che, nella società avilese e spagnola, diventa una spina al fianco denunciando quanto poco conti la "negra honra", il "nero onore", messo a confronto con l'onore di Dio; Teresa, fondatrice di una minuscola comunità di carmelitane scalze che poi si diffonde nel mondo intero, proclamando, con la sola testimonianza di vita, un umanesimo nuovo nella storia dell'umanità, rispettoso della persona e del suo cammino di ritorno alla casa del Padre; Teresa scrittrice, con una vena irriducibile che tenne fronte ad ogni difficoltà fisica, logistica e, soprattutto, ai grandi persecutori e detrattori, solo perché fondata sulla Verità e alla ricerca inesausta della Verità stessa; Teresa, che conia un linguaggio nuovo "parlando sulla carta", con termini che sembrano quelli del linguaggio corrente e quotidiano ed invece si rivelano i grandi vocaboli della teologia spirituale; Teresa, che dona dignità alla donna del suo tempo, liberandola da schemi pregiudiziali e insegnandole la tanto deprecata e pericolosa "orazione mentale", da fuggire inesorabilmente, tenuto conto del debole cervello femminile; Teresa che, con grande fatica e distacco, consegna se stessa e la propria avventura di conversione a Dio alla carta e la fa diventare una sorta di braciere ardente che sprizza scintille in tutti i secoli; Teresa, che apre strade di comprensione dell'io psicologico e dell'io in relazione con l'Assoluto; Teresa, che spalanca la conoscenza di sé all'Amore più pieno e fecondo; Teresa, grande scrutatrice della Bibbia, che avrebbe voluto avere sempre fra le mani ma che, malgrado i limiti imposti dall'Inquisizione, incise nel suo cuore e nella sua memoria; Teresa, ferma e solidamente ancorata sull'Umanità di Cristo, mai abbandonata neppure al vertice della VII Dimora; Teresa amante di Cristo, che libera e insegna a conquistare la vera libertà; Teresa, che vive spalla a spalla, occhi negli occhi, con Cristo amico; Teresa, che si lascia conquistare dal mistero della Trinità; Teresa, anello nella trasmissione da madre a figlia di una preziosa esperienza; Teresa, che a dorso di mulo percorre le assolate strade di Spagna o non esita dinanzi ai rigori dell'inverno per fondare i "colombai della Vergine", dove una lampada in più sarebbe stata accesa dinanzi all'Eucaristia; Teresa, che soffre per la Chiesa e per la Chiesa è disposta a morire mille; Teresa, che danza con un tamburello perché l'Amore la sospinge; Teresa che, catturata da un'estasi, pur frigge una frittata perfetta; Teresa, che non vale nulla di per sé, ma con qualche soldo e l'aiuto di Dio fonda e fonda nuovi carmeli; Teresa, che nel grande ed antico albero del Carmelo fa germogliare un rigoglioso ramo nuovo. Sfaccettature che, via via, nel corso di questo congresso, affidato a voci di esperti provenienti da Paesi ed esperienze, umane ed ecclesiali, diverse, hanno composto la figura e la testimonianza di una donna coraggiosa e disposta a perdersi costantemente per guadagnare quella Verità che, già da bambina, l'aveva tanto colpita e che mai l'avrebbe abbandonata. Si conclude così il primo passo che condurrà, nei prossimi 5 anni, alla celebrazione del V centenario della nascita: in Avila, città illustre, che mai però avrebbe supposto di aver ospitato fra le turrite mura una donna di tanto peso, nella storia di chi da Dio è cercato e a Lui si consegna cercandoLo.
1 settembre
 
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