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Sta a noi donne crescere PDF

di C. Dobner


Sta a noi donne crescere
Ma anche agli uomini...


La cronaca ci restituisce una sequenza infinita di violenze omicide su giovani o anziane. A colpirle spesso sono proprio i compagni di vita o gli amici occasionali. È doveroso chiedersi se non abbiamo dimenticato lo sguardo del Creatore su di noi che fa della nostra esistenza un dono prezioso
 
È difficile negarlo, forse è possibile rimuoverlo, ma con quali conseguenze? Ormai è una costante, leggendo i nostri quotidiani, trovarsi dinanzi alla notizia di un omicidio, magari talvolta passato con inganno ad altro termine: tragico incidente, scontro verbale degenerato. Vi abbiamo fatto il callo? Siamo diventati insensibili per proteggerci? Forse la risposta si colloca sul confine ed accetta più elementi per essere composta. In quanti lettori e lettrici è affiorato un altro rilievo? Donne, giovani o magari anziane vengono colpite a morte. Perché? Ai nostri giorni non è il caso di parlare di sesso debole o di oppressione patriarcale, pur sempre presente in alcune sfere della nostra società. Allora dove trovare il bandolo per darsene ragione? Fermarsi alla fenomenologia, alla superficie dei “casi”, porterebbe ad una degenerazione duplice: le persone, cioè le donne in questo specifico caso, verrebbero ridotte a rango di “caso”. Ed è notorio che il “caso”, essendo più asettico, più neutro, si scava nella nostra mentalità un pertugio indolore. Quando però il “caso” ha il volto di una figlia, di una sorella, di una cara amica? È ancora un pertugio indolore oppure acquista i toni di un dramma in cui la sofferenza si fa acuta e insostenibile? Si avvierebbe una sorta di registro in cui il “caso” entrerebbe nell’ambito dell’inchiesta, della percentuale. Bisogna ammettere che una simile procedura, in fin dei conti, rassicura donne e uomini. Perché è ben più raro che una donna uccida. Come uscire dal vicolo cieco? Volutamente cieco? Si deve affrontare con coraggio il “perché” sotteso a questi omicidi in cui le donne sono vittime. Il nostro vivere quotidiano è stato privato di una solida radice con cui confrontarsi: la certezza che come io sono in vita per dono del Creatore che ha avuto compartecipi quell’uomo e quella donna che chiamo genitori, così anche l’altro e l’altra, sono doni preziosi. Non esistono esistenze di seconda categoria o di seconda scelta e neppure reali esistenze “usa e getta”. Eliminata questa consapevolezza di profondo rispetto, prima per se stessi e poi per gli altri, che cosa resta? La violenza che esplode quando tutto e tutti non si sottomettono a voglie, capricci, interessi. La donna diventa un “usa e getta” che si consuma, sessualmente, economicamente, anche nella vita di coppia che non trova stabilità e non sperimenta la dedizione. Chi fra le donne non si presenta palestrata o addestrata nelle arti marziali, soccombe alla forza fisica del maschio. Chi cerca amore e affetto e viene intrappolata in una relazione temporanea che non chiede riscontri ed obblighi ma si butta così in un’avventura passeggera, si ritrova non solo nel trash ma talvolta persino all’obitorio. Non è argomento banale invocare “i principi” che poi non si sanno né declinare, né spiegare, è questione di non aver sperimentato nella vita che cosa significhi sguardo amoroso sulla vita altrui, nel guardare alla donna per il valore che ha in sé e con la quale posso condividere il mio progetto di vita. Se però, quest’ultimo disegno si pone all’insegna delle luci rosse, del bagliore delle insegne luminose di Las Vegas o di quelle più modeste ma non meno dannose delle sale gioco con le slot machine, si può diventare persone o si scatenano gli istinti più brutali che possano albergare in una persona? Il mercato della droga, la dipendenza da uno stupefacente, diventa motivo di azzardo assoluto; una gelosia non verificata conduce ad un’esplosione in cui ci si scaglia e si elimina la donna; la noia porta al consumo del sesso ridotto a brandello di umanità e non segno e comunione di amore. Certo, sta a noi donne crescere e dimostrarci per quello che siamo: persone con cui condividere la vita, capaci di stare accanto con tenerezza, ma proprio perché abbiamo intuito che non tutto quanto brilla o è fosforescente, è duraturo. Bisogna però crescere insieme, uomini e donne, e guardarci come il Creatore ci ha creati: pellegrini nell’avventura d’amore eterno. 

 
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