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Uno di noi PDF

C. Dobner


Non giochiamo su astrattezze o su vaghi concetti, tocchiamo il nucleo incarnato da cui ogni cosa e tutto poi discende: quando si è smarrito, come in questo secolo ampiamente si dimostra e si constata, il sentire umano, crolla ogni barriera e tutto è possibile.
Siamo capaci di dircelo senza barare sui termini per non offendere chi non la pensa come noi e agisce di conseguenza?
Omicidio significa eliminare la vita in qualche persona. Omicidio quindi è eliminare la vita di quella persona che sta crescendo nel grembo della madre.
Un omicidio che si riflette sulle stesse persone che lo decidono e lo compiono, perché, considerare degno di eliminare il frutto del proprio amore, consente ancora di parlare di amore? E di persone?
Riportato alla radice l’agire umano scuote non solo l’esito ma il punto di partenza: è noto che diavolo viene dal greco e significa dividere. Aver diviso in sesso -con l’espressione corrente e piuttosto disadorna “far sesso”- e in amore, mette in luce come la persona sia in una situazione dia-bolica, cioè divisa.
Non si “fa sesso” come si fa pilates; conduce infatti ad un uso che, in breve, diventa un abuso perché, in fin dei conti, viene ricercata l’abilità del partner ma non la sua persona che comunica, irradia e dona amore.
Il rovesciamento porta a comprendere come il declino verso l’animalità sia ormai un dato di fatto, mentre la costruzione, l’impegno della persona che si dona e fa crescere la coppia, porta verso un’umanità che sa controllare gli aspetti animaleschi che possono introdursi in un rapporto.
Allora il problema non è l’intruso che ne è l’esito, sono gli intrusi che non cercano la vita ma un qualche cosa di effimero, di occasionale, che poggia non sul dono e sullo slancio che costruisce l’esistenza ma su una voglia che depaupera e toglie le forze.
In fin dei conti, il consumismo si è introdotto anche nelle fibre più intime degli umani costringendoli a comportamenti e a scelte che autoriducono a niente, a esperienze che corrodono e fanno giungere al varco dei decenni rimanendo dei superficiali immaturi, senza scopo e ragione nello scorrere dei giorni.
L’intruso, il possibile esito, disturba ma perché proviene da disturbati, da chi è già talmente dia-bolico, nel suo senso etimologico, da essere incapace di fare unità, semplicemente con se stesso, prima di cercare di fare unità e creare l’unione con chi si ama.
Inserito il meccanismo dia-bolico nel pensiero, nel sentire, nel costume corrente, accade un fatto reale e dimostrabile: il legame, cioè la speranza, con il Creatore viene tagliato, eliminato.
Subentra la possibilità dell’intruso, quasi che, di soppiatto, avvenisse qualche cosa di non previsto, di non calcolato. Viene così lesa la libertà umana? Non si staglia invece la sua debolezza perché percorre le vie del mondo senza sapere da dove viene e perché viene donato alla storia?
Certo, se vi siamo “gettati”, possiamo anche essere “gettati via”.
È un trash fasullo che si ritorce sulle persone e sulla loro dignità, perché è vigliaccheria somma inferire contro chi non può difendersi, contro chi non ha chiesto di essere concepito, contro chi non ti guarda in faccia.
Corre un detto, ben balordo, “è immaturo per diventare padre, è immatura per diventare madre”. Può essere e può essere dimostrato. È altrettanto sicuro e rigorosamente evidente che la via per diventarlo sia quella di ogni sfrenatezza sessuale? Per capirlo però non si deve agisce all’istante, richiede un’educazione, una concezione della persona e della coppia che, concretamente, viva e testimoni quanto pensa.
Ne viene che chi “fa sesso”, ignora o vuole ignorare, la grande generosa corrente del dono di amore, gratuito, di autentica compartecipazione, che può, quando lo si vuole, portare a diventare co-creatori con il Creatore.
Tutta la storia ha un suo riverbero nell’eternità, non sarà distrutta come se mai fosse esistita, ma sarà compiuta in un mondo eterno, vivo, ma nulla può paragonarsi alla bellezza e all’eternità di un figlio o di una figlia.

 
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