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Dieci giorni d'attesa per i box del sesso PDF
di C. Dobner
Io arrossisco. E voi?
Conto alla rovescia. Un’attesa che, prolungata, finalmente si annuncia nella sua conclusione ed esprime un desiderio che va compiendosi, esprimendo una fatica che si dimostra non solo reale ma realizzata. È una delle nostre esperienze di vita.
L’attendiamo con soddisfazione, quando ne siamo ideatori o partecipi. Con apprensione quando ci attende una difficoltà da superare, un intervento chirurgico, un incontro doloroso. Il conto alla rovescia allora rischia di rovesciare il quotidiano. Fin qui però tutto è trasparente.
È iniziato tuttavia un count down (per dimostrarsi modernamente anglofili!) che fa vergognare e sussultare, francamente arrossire chi si professa credente, senza dubbio, ma anche chi, senza aderire a nessuna fede, ha coscienza della propria dignità di persona.
I “box del sesso” stanno per apparire, solo ancora dieci giorni di attesa e entreranno in funzione. Un’organizzazione precisa, pulita, sicura.
Non mi attardo ad entrare nei dettagli perché non voglio imbrattarmi con la mistificazione. Chi volesse entrare nei particolari, sa come e dove trovarli.
L’ideazione, anche se a prima vista non pare, è perversa perché maschera una realtà, quella della prostituzione di strada, e la ripropone in versione asettica…igienica. Siamo proprio sicuri che questa decisione sia proprio quella corretta? Non avvalla un costume, indubbiamente dilagante, ma proprio per questo preoccupante? Il genio della trovata magari se ne vanta e spera che la sua iniziativa, così bene organizzata, diventi modello per altri paesi.
L’inganno in questo modo cresce in misura esponenziale: non si tratta di sesso libero ma di un’autentica schiavitù a pagamento.
La libertà dell’espressione di tutto il nostro essere, quindi anche della nostra sessualità, viene sottratta e piegata.
Il punto nodale è uno: aver scisso l’amore dal sesso e aver dato a quest’ultimo un’identità e una spavalderia che distrugge la persona.
Si osservi Etty Hillesum che, in questo campo, era quanto mai all’avanguardia: una volta conosciuto l’amore, la dedizione e la condivisione di vita con la persona amata, riconobbe la devastazione che la pseudo libertà sessuale le aveva provocato, mentre un sano amore la stava costruendo. Non è una voce di chiesa (o di sacrestia), è una voce umana, di vera donna intelligente e sensibile.
Costo dei box del sesso? Due milioni di €.
Non si sarebbero potuti impiegare nell’educazione della persona, nel trovare lavoro per chi solo sulla strada viene sfruttata?
Io arrossisco. Non so voi.
 17 agosto
 
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