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Con lo sguardo alla luna PDF

di C. Dobner

ROBERTO DELLA ROCCA
Con lo sguardo alla luna
Percorsi di pensiero ebraico
Giuntina, Firenze 2015, pp.204, 15€

 

Nel suo ultimo lavoro Con lo sguardo alla luna. Percorsi di pensiero ebraico (Giuntina, Firenze 2015, pp.204, 15€) Roberto Della Rocca, responsabile del lavoro per l’educazione e la cultura all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, individua tre grandi percorsi: del tempo, della parola e dell’etica, che sfociano negli ultimi tre capitoli dei doveri fondamentali, lo studio, il linguaggio che può costruire o distruggere il mondo, l’amore e la giustizia nei loro rapporti e contraddizioni.
Il titolo delle riflessioni, dei pensieri e delle lezioni può suonare enigmatico, perché mai si dovrebbe dirigere il proprio sguardo proprio alla luna e ritrovare in questa postura la dimensione specifica che caratterizza un ebreo e la sua cultura?
La risposta è incisiva: «l’immagine della luna ci indica una dimensione scevra da trionfalismo: da qui nasca una sensibile attenzione a qualsiasi incompiutezza, a qualsiasi carenza».
La fisionomia della luna non è mai uguale a se stessa «da qui il segreto di fare di questa carenza e di questa incompletezza una forza, un’opportunità, fino a fondare l’identità di Israele su questa carenza». I tre precetti della tradizione ebraica Rosh chodesh, la luna nuova, lo Shabbat che interrompe la produttività creativa della settimana e la milà, la circoncisione, sono «tre situazioni in cui si accetta, evidenziandola, la disarmonia del creato, l’imperfezione fisica e intellettuale dell’uomo. Concetti, questi, che non potevano essere accolti dal pensiero e dall’etica dei greci, che facevano della perfezione fisica e della compiutezza intellettuale i più alti valore dell’umanità».
La rivisitazione delle grandi tematiche che innervano l’eredità dei Maestri d’Israele scorrono fluide, grazie alla capacità esplicativa dell’autore, mentre filosofia e Torah si intrecciano con i grandi Maestri del Talmud e i commenti contemporanei in questa ricerca: «… un campionario di tanti possibili modi di articolare i rapporti tra pensiero ebraico e tradizione filosofica occidentale».
La nostra realtà attuale necessita di una luce particolare per squarciare le tenebre che l’avvolgono: «Nella coscienza ebraica la luna è diventata per l’individuo una specie di archetipo, un richiamo di memoria continua e perenne, e il suo rinnovarsi diviene il simbolo di un rinnovamento spirituale e psicologico».
Nelle pagine scorrono Esaù e Giacobbe che, nel loro dimostrarsi rivali, appaiono nel simbolo proprio come il sole e la luna; Amalek, il grande nemico, che impone la sua presenza minacciosa ma mai vincitrice: «solo attraverso l’unione fra Maestro e allievo, che costituisce la continuità della tradizione attraverso le generazioni, si può ricomporre la grande frattura amalecita»; Qohelet nella sua complessità e Mosè, «il nostro Maestro», nel suo coraggioso opporsi all’idolatria.
Una predilezione di rav Della Rocca trova però modo di esprimersi quando propone la figura di Giona, il profeta che deve comprendere, con grande fatica, l’amore per il suo popolo e quello per gli abitanti di Ninive che rischiano la distruzione. Una vicenda che rimane in tensione fra il bene particolare e quello universale.
L’identità ebraica si radica nello stesso Abramo e nel suo esperire il “Lech lechà”, “Vattene via”, che il Signore gli ingiunge. Lo sguardo diretto alla luna non si ripiega sulla cronostoria, neppure quando è in gioco la ferita inferta a tutta l’Europa e all’umanità con la Shoah, ma si impegna nell’oggi per un futuro migliore in cui non ci si adagi sul pianto e sul dolore.
Della Rocca ama definirsi un traghettatore, che attraversa il deserto e guida le nuove generazioni.
Il pedagogo riaffiora anche quando tocca la zona dell’orrore e del dolore incolmabile: «La Shoah rischia di trasformarsi, anche per gli stessi ebrei, in una sorta di scorciatoia identitaria… Quale ruolo deve avere la Memoria? Come può essere educativa?».
Pensieri pilastro quindi per ogni persona che guardi se stessa alla luce del Dio che si è rivelato e sia disposta a scuotersi la polvere di dosso, a discutere e ad elaborare.

28 gennaio

 
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