riga
Scarica il Flash Player per visualizzare il filmato!!
Home arrow Collaborazioni arrow Osservatore Romano arrow OR 2016 arrow Pregare con Sorella Maria...
Pregare con Sorella Maria... PDF
di C. Dobner

Negli anni venti del secolo scorso una donna, Maria, iniziò un cammino nello Spirito sigillato dalla preghiera e dalla povertà, immerso nella dolcezza del paesaggio umbro. Cammino originale e, per molti aspetti, precorritore dell’apertura ecumenica successiva al Vaticano II.
Pregare con Sorella Maria dell’Eremo francescano di Campello sul Clitumno (a cura di Antonio Gentili, Gabrielli editore, Verona 2016, 13€), ci introduce nel respiro evangelico e poetico di questa inedita avventura, ben delineata da Adriana Giussani.
Pensieri, commenti meditativi e preghiere di elevazione, di gioia e di ringraziamento sono raccolti tematicamente e a tessere per ricomporre lo stile di preghiera di Maria e delle sue sorelle: da Il silenzio e la Parola a La contemplazione all’aperto, da Il sacramento eucaristico a La preghiera di intercessione.
Alla luce di un focus preciso: <<la preghiera non è soltanto il recitare formule e meditarle, ma è il senso costante della presenza di Dio, il fare tutto con coscienza desta, tremante>>.
L’esistenza quindi si srotola orante, nelle sue diverse forme e nei suoi diversi momenti.
Maria ascolta:

O voce del silenzio,
v’è chi ti coglie e tace
per giungere alla pace
e a vera libertà.

Silenzio, pane e pace
son doni del Signore;
ci sosterranno il cuore
fino all’eternità.

La sua ricerca spirituale nella semplicità di una vita fraterna trovava il suo perno nel Vangelo e si dilatava all’accoglienza di tutti.
Che cosa voleva Maria, “la minore”? Lo delineò in una lettera all’amico don Orione: «Noi non desideriamo né guidare ritiri, né dare insegnamenti, né prestarci a qualsiasi discussione religiosa… Vivendo in semplicità di cuore e di fede offriamo all’ospite di ciò che abbiamo: la partecipazione alla preghiera, se così desidera, la mensa comune, la pace di questo luogo solitario ove hanno vissuto anime contemplanti, e ove la natura e il silenzio dispongono l’anima a ritrovare se stessa… Né accogliendo crediamo di “far del bene”; vogliamo bene ed è perciò che accogliamo sempre».
“Le allodole”, come le denominava nel suo linguaggio poetico, guidate da Maria hanno valicato i confini che, abitualmente, si fissavano fra la fede e le fedi quando l’ecumenismo era ancora di là da venire, in un slancio interiore non fondato su di una ricerca teologica ma su di una fedeltà alla Parola del Vangelo, condivisa per rendere sacro ogni semplice gesto quotidiano: dalla preparazione del cibo all’ascolto della Bibbia, quando ancora non era stata data in mano ai cattolici, all’amore per la natura: «Non mi stancherò mai di dirvi che considero un dovere sacro quello di uscire all’aperto e di contemplare la bellezza che ci attornia, e di salutare i luoghi amati, e tutte le creature».
La comunione con chi ama e con chi soffre, era la sua religione. A sorella Amata scriveva: «Ogni credenza o professione religiosa d’ogni fratello m’ispira rispetto e interessamento, non in se stessa, ma perché è del fratello... Del tenermi lontana o vicina ai fratelli di diversa credenza non mi sono mai preoccupata. A me preoccupa solo il debito di amore che ho verso ogni fratello». Maria infatti affermava: «Considero l’amicizia una delle più grandi forze del mondo».
Stupisce la rete ecumenica tessuta da questa fragile donna con la sua piccola comunità, perché riuscirono ad anticipare i tempi nella condivisione di confessioni cristiane diverse e in un’apertura ad ogni fede in Dio. Maria, nella prima lettera a Gandhi, è lucida su se stessa: «Io sono creatura selvatica e libera in Cristo, e voglio con Lui, con te, con voi, con ogni fratello cercatore di Dio, camminare per i sentieri della verità».
Lo sguardo delle eremite non si era sclerotizzato, ma aveva acquistato un’apertura a grand’angolo: «Noi non dobbiamo restringerci in un ambito: apparteniamo sì, con venerazione, alla Chiesa romana, ma tenendoci al largo per essere con tutti… Andare al largo serve per diventare lungimiranti, a compatire, a crescere nel distacco, nell’attesa del Regno».
Maria cantava nella sua preghiera:

Donaci la libertà
degli uccelli del cielo,
la gratitudine
dei fiori del campo.
Donaci la pace.
Il resto sarà dato in più.

Le difficoltà della vita non fecero che rinsaldare “la minore” nella sua chiamata e nella sua fedeltà alla Chiesa, nel 1945 scriveva: «Siate certi che se io muoio, muoio di passione per la chiesa» con lo sguardo levato in alto alla Madre di Dio:

Maria aveva per principio:
di ricercare Dio in ogni creatura
di seguire in tutto la retta ragione.

12 giugno 2016
 
< Prec.   Pros. >

Chi e' online

Abbiamo 3 visitatori online

Davar

“Ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.” (Isaia 40:31)

Powered by BibleGateway.com