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Il disonore dell’uomo PDF
di C. Dobner

SCHNABEL Reimund
Il disonore dell’uomo. Documenti sulle SS
Res Gestae, Milano 2015, pp. 359, 28€


Reimund Schnabel, nella prima edizione della sua ricerca del dicembre 1956, sottolinea la funzione del suo libro: «…il monito, non certo nuovo, che i popoli debbono imparare dalla storia, non suona inutile nella Repubblica Federale tedesca».
Historia magistra vitae suona l’adagio latino. Viene da chiedersi, dinanzi agli eventi tragici che sconvolgono il nostro quotidiano, quanti passi avanti si siano mossi nella consapevolezza cosciente del nostro esistere in tutte le nazioni. Quindi giunge bene a proposito l’edizione italiana Il disonore dell’uomo. Documenti sulle SS (Res Gestae, Milano 2015, pp. 359, 28€) per porci dinanzi ad una documentazione irrefragabile, sia testuale sia fotografica, che conduca a riflettere sul significato della storia e delle sue tragicità.
Il titolo originale suonava ancora più incisivo: «il presente volume vuol essere un contributo obiettivo alla discussione sulle Schutzstaffeln del partito nazionalsocialista».
Affermazione non legata ad un’autostima esagerata per il rigore condotto nell’indagine, quanto per l’assoluta autenticità dei documenti presentati, non indiretti ma provenienti direttamente dall’interno dell’organizzazione: carteggi ufficiali, ordini, disposizioni, rapporti, fotografie originali.
Ricerca che è ancora aperta perché dagli archivi emergono sempre più dati nuovi, documenti indiscutibili, che non temono smentita perché chi legge, nel susseguirsi delle pagine, non può che rimanere allibito dinanzi alla burocrazia, alla freddezza generata dall’ideologia nazionasocialista. Come pure dalla coscienza dei non pochi cittadini che si lasciarono manipolare e diventarono assertori di un regime che li privava di quanto in una persona genera stima: l’onore.
Un discorso di Himmler, datato Poznan 1943 ai capi delle SS, traccia inequivocabilmente il significato di persona: «Un principio deve valere in modo assoluto per le SS ed è questo: dobbiamo essere onesti, fedeli e camerateschi nei confronti di coloro che appartengono al nostro stesso sangue e per il resto nei confronti di nessuno. Che gli altri popoli vivano nell’agiatezza o che crepino di fame m’interessa soltanto in quanto ce ne serviamo come schiavi per la nostra civiltà, altrimenti non mi interessa».
Parole in cui la persona umana viene schiacciata e umiliata, in cui l’onore dato a ciascun essere umano, per il solo fatto di esistere, non è presente e viene rivestito da un’aura di prepotenza ritenuta valore nella cultura stirpe nazista.
Quando poi Himmler tocca il tasto degli ebrei le parole grondano vergogna: « “Il popolo ebraico sarà sterminato” dice ogni membro del partito. È evidente, è nel nostro programma: eliminazione degli ebrei, sterminio, lasciate fare a noi” ».
Il gerarca parla di una realtà sperimentata: «La maggior parte di voi saprà che cosa significhi vedere ammucchiati cento cadaveri, o cinquecento o mille. Aver vissuto questo ed essere rimasti onesti- prescindendo da eccezioni di umane debolezze- ecco che cosa ci ha resi duri. È una pagina gloriosa della nostra storia, che mai è stata scritta né mai potrà esserlo…».
L’accezione di gloria slitta pericolosamente. Noi purtroppo la leggiamo in un significato in cui si sarebbe voluto non leggerla mai.
I rapporti firmati dai medici, con freddezza, mentre raccolgono scheletri destinati ai musei non lasciano trasparire neppure un briciolo di deontologia e neppure la consapevolezza che, se nessuno di noi scamperà alla sorte di diventare scheletro, vorrà però poter avere quella sepoltura “onorata”, senza il fango che il disonore nazista ha gettato su milioni di deportati insepolti.
Elenchi di pratiche relative ad esperimenti di sterilizzazione su detenuti e detenute da praticare, ovviamente all’oscuro degli interessati, vengono trattati dal Primario ginecologo prof. Dott. C. Clauberg con attenzione e protocolli di efficienza «le mie proposte sono perfettamente adeguate ai tempi attuali e cercano di tener conto delle circostanze». Preparati istologici, “casi” trattati. La fotografia scattata sugli uomini e le donne perfrigerate, denunciano l’attenzione scientifica degli ufficiali medici mentre il detenuto e la detenuta vengono portati a livelli di temperature bassissime e mortali. L’onore della professione medica e, ancora più l’onore umano, vengono letteralmente cancellati dalla furia ideologica.
Quanti dei lettori gradirebbero come articolo-regalo uno Schrumpkopf, cioè una testa di detenuto trattata? Eppure ad Auschwitz è stato fatto.
Gerarchi privi di coscienza: se la didascalia nella fotografia del gruppo degli accusati non evidenziasse che si tratta del Processo di Norimberga, i loro volti divertiti e sogghignanti potrebbero fare pensare ad uno spettacolo umoristico.
Riproporre questa ricerca, in tutta la sua crudezza, non colpisce solo la sensibilità umana, ferendola, ma la guarisce scuotendo la coscienza per ritrovare il significato preciso di quel valore che caratterizza l’essere umano: l’onore.
11 settembre
 
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