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Il masso rovesciato PDF
di C. Dobner

Chi abbia avuto il dono di poter sostare all'Anastasis, cioè a quello che, erroneamente è detto il Santo Sepolcro e invece, correttamente, nella tradizione ortodossa è denominato appunto Anastasis, Risurrezione, porta incisa in sé un'icona evangelica indelebile. Pietra e roccia, spoglia e scabra, levigata solo dal passaggio dei pellegrini nel corso dei secoli. Una nudità che interpella e scava interiormente distogliendo lo sguardo dalla costruzione inglobante e dagli orpelli che gli anni hanno accumulato.
Qui, in questo luogo, si gioca tutta la fede dei cristiani: o Gesù, il Cristo, è risorto o tutto è vano. Egli entrando nella morte e attraversandola da vincitore ha aperto il varco a noi: quando sarà il nostro momento entreremo non nell'ignoto ma nello stesso esperire di Gesù. Da vittoriosi proprio perché perdenti, da deboli perché affidati.
In un secolo quale il nostro in cui ci è dato di vivere e di operare, e in cui tutto si accetta e ogni scelta, per la stessa ragione che è una scelta - ahimé all'inganno! - è dichiarata valida e ogni persona può esprimersi nel costume, nell'abbigliamento, nel suo proprio quotidiano, senza essere vincolata a convenzioni, a dettami estrinseci e quindi vivere "come le pare", come mai quando si entra nel sacrario della coscienza nascono conflitti e turbolenze?
Perché essere cristiani, dichiararsi tali e voler praticare quanto la propria coscienza detta perché plasmata su quella di Cristo, genera conflitti, persecuzioni e guerre? Perché le persone che lo vogliono, come appello che urge dal di dentro, non possono appartenere a Cristo e alla sua Chiesa?
Una rapida scorsa agli avvenimenti del giorno getta l'allarme: cristiani espulsi, maltrattati, a volte uccisi; minacce verbali e minacce fisiche. Una tomba rocciosa e per di più vuota, e quindi neppure un mausoleo, crea tanto astio, tanta diffidenza?
La Parola di Gesù sconvolge la vita di chi lo accetta come l'Uomo Dio che ha rovesciato il masso e ha vinto la struttura di peccato dell'uomo e se vuole vivere di conseguenza con uno stile cristiano, si trova ad urtare contro insidie prorompenti.
Una tomba vuota ha questo potere? Risulta allora ben chiaro come la conversione del cuore dell'uomo, cioè il suo pensiero, il suo sentire e la sua volontà, abbiano urgente necessità di essere purificati e di ritrovare una trasparenza che si manifesti nell'accoglienza. Buona parte del pianeta terra è scosso in questo senso e senza ragione, tranne quella di consumare gli armamenti che noi stessi produciamo, senza altro motivo che interpretare in senso fondamentalista la religione propria o, nel caso dell'assenza di una religione, l'incapacità di guardare all'altro non come a nemico ma come a fratello che ha il diritto di pensare e di agire come crede quando non contravviene alle leggi umane.
L'aspetto opposto, o versante di antipode, presenta, paradossalmente, la stessa radice, con espressioni diverse. I cristiani liberi di seguire il proprio credo, dimoranti in nazioni o governi che non si accaniscono contro di loro, battono la pista inversa: perdono la loro dignità interiore, si accodano e formano massa con chi, dal di dentro e impercettibilmente, tenta di distruggerli nel grande processo dell'assimilazione.
Sembrano due spinte antitetiche, mentre sono opposte solo le manifestazioni; identica è la molla: il cuore della persona umana è torbido, si lascia affascinare dall'effimero, vuole guadagnare denaro, potere e successo per anestetizzarsi e rimandare, quanto più a lungo possibile, la risposta agli interrogativi che, in realtà, lo divorano come un tarlo.
Passato al setaccio il problema si riduce e si raffina sempre più: la conversione, la metanoia, costruisce mentre sconvolge e solo la luce del Risorto, la sua potenza in quel momento in cui abbandona le bende e il sudario e ritorna alla storia con il Corpo trafitto ma glorioso, può dare definitività e certezza a quelle pietre che, altrimenti, solo pietre rimarrebbero.
Se Pasqua non significa sostare a quella roccia e lasciarsi trapassare dalla novità che converte e rigenera il cuore, l'incontro con il Risorto può ridursi a pura verbalità e condurre ai due antipodi accennati: con quali esiti lo constatiamo ogni giorno. Purtroppo. La speranza invece irriga il cuore e lo rende terreno fertile perché diventi salvifico e possa cantare l'Alleluja da quell'antro di morte rivelatosi roccia di Luce, di coraggio per una testimonianza serena e povera dinanzi ad ogni persona, senza scontri, senza minacce.


4 aprile 2007
 
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